Gli attacchi di panico sono episodi caratterizzati dalla comparsa improvvisa di una paura o di un disagio molto intensi, accompagnati da sintomi fisici e psicologici che possono essere vissuti come estremamente allarmanti.
Capire che cosa sono gli attacchi di panico, come si manifestano e cosa fare quando compaiono può aiutare a interpretarli con maggiore consapevolezza. Noi del team di Psicologia Sana abbiamo raccolto 10 delle domande più comuni sull’argomento.
1. Che cosa sono gli attacchi di panico?
Un attacco di panico è un episodio improvviso caratterizzato da una paura o da un disagio molto intensi, accompagnati da sintomi fisici e psicologici. L’attivazione può comparire rapidamente e raggiungere un’intensità tale da far percepire alla persona di non riuscire più a controllare ciò che sta accadendo.
Durante l’episodio alcune persone possono avere la sensazione di essere sul punto di morire, perdere il controllo o impazzire. Proprio l’intensità dell’esperienza può favorire, dopo il primo episodio, la paura che l’attacco possa ripetersi.
2. Quali sono i sintomi degli attacchi di panico?
I sintomi di un attacco di panico possono coinvolgere sia il corpo sia i pensieri e possono presentarsi in modo diverso da persona a persona.
Tra le manifestazioni fisiche che possono comparire troviamo:
- tremori;
- tensione muscolare;
- palpitazioni o tachicardia;
- sensazione di “fame d’aria” o di soffocamento;
- nodo alla gola;
- dolore, oppressione o fastidio al petto;
- nausea o disturbi addominali;
- sudorazione;
- vertigini, sensazione di instabilità o di svenimento;
- brividi o vampate di calore;
- formicolio o intorpidimento;
- sensazione di confusione mentale;
- sensazioni di irrealtà o di distacco da sé stessi, indicate rispettivamente come derealizzazione e depersonalizzazione.
Tra i sintomi cognitivi e psicologici possono invece comparire pensieri come la paura di stare avendo un attacco cardiaco, di soffocare, di perdere il controllo, di morire o di impazzire.
3. Quanto durano gli attacchi di panico?
Un attacco di panico tende a svilupparsi rapidamente e spesso raggiunge il momento di maggiore intensità nell’arco di pochi minuti. La fase più intensa può essere relativamente breve, mentre alcune sensazioni di agitazione, stanchezza o allerta possono persistere più a lungo dopo l’episodio.
4. Cosa causa un attacco di panico?
Non esiste necessariamente una causa unica. Alla comparsa degli attacchi di panico possono contribuire diversi fattori, tra cui vulnerabilità individuali, periodi di forte stress, esperienze emotivamente significative e il modo in cui vengono interpretate determinate sensazioni corporee.
Dopo un primo episodio può inoltre instaurarsi la cosiddetta “paura della paura”: la persona inizia a preoccuparsi della possibilità di avere un nuovo attacco e presta sempre maggiore attenzione alle sensazioni del proprio corpo. Questa ansia anticipatoria può contribuire a mantenere il problema.
5. Gli attacchi di panico possono essere pericolosi?
Un attacco di panico può essere vissuto come estremamente intenso e spaventoso, ma i sintomi che lo caratterizzano tendono a ridursi spontaneamente. Ciò non significa, però, che ogni sintomo debba essere automaticamente attribuito all’ansia.
Sintomi come dolore al petto, difficoltà respiratoria, palpitazioni o sensazione di svenimento possono avere anche cause differenti dall’ansia. Se compaiono per la prima volta, sono particolarmente intensi, insoliti o fanno sorgere dubbi sulla propria salute, è importante rivolgersi a un professionista sanitario per una valutazione.
Nel disturbo di panico, inoltre, una parte importante della difficoltà può essere rappresentata dalla paura di avere nuovi attacchi e dai comportamenti di evitamento messi in atto per cercare di prevenirli. Evitare luoghi, attività o situazioni considerate “a rischio” può progressivamente limitare la vita quotidiana e mantenere il circolo dell’ansia.
6. Se ho avuto un attacco di panico, soffro di un disturbo di panico?
No, non necessariamente. Avere sperimentato un singolo attacco di panico non significa automaticamente avere un disturbo di panico.
Per comprendere la situazione è necessario considerare diversi elementi, tra cui la frequenza degli episodi, la presenza di una preoccupazione persistente per nuovi attacchi, eventuali comportamenti di evitamento e l’impatto sulla vita quotidiana. Una valutazione professionale permette inoltre di considerare ed eventualmente escludere altre condizioni che possono provocare sintomi simili.
7. Quali trattamenti sono possibili per gli attacchi di panico?
Il disturbo di panico è trattabile e possono essere utilizzati diversi approcci a seconda delle caratteristiche e dei bisogni della persona. La psicoterapia può aiutare a comprendere i meccanismi che mantengono l’ansia, modificare l’interpretazione delle sensazioni corporee e ridurre progressivamente i comportamenti di evitamento.
In alcuni casi può essere indicata anche una valutazione medica o psichiatrica. Il percorso più appropriato va definito sulla base della situazione individuale.
Se vuoi approfondire l’argomento, puoi leggere anche il nostro approfondimento sugli attacchi di panico.
8. Cosa posso fare durante un attacco di panico?
Durante un attacco può essere utile ricordare che l’intensità dei sintomi tende a diminuire. Quando possibile, può aiutare rallentare il ritmo del respiro senza forzarlo, fermarsi in un luogo in cui ci si sente sufficientemente al sicuro e riportare gradualmente l’attenzione su ciò che si vede, si sente o si percepisce intorno a sé.
Le strategie più efficaci possono però variare da persona a persona. In un percorso psicologico è possibile imparare a riconoscere ciò che accade durante l’attacco e sviluppare strumenti adatti alla propria esperienza, evitando che la paura dell’episodio diventi a sua volta una fonte costante di ansia.
9. È possibile prevenire gli attacchi di panico?
Non sempre è possibile impedire che un attacco si presenti. È però possibile lavorare sui fattori che possono aumentare la vulnerabilità all’ansia, come periodi di stress prolungato, alterazioni del sonno o l’uso di sostanze stimolanti.
Quando gli episodi si ripetono, comprenderne i meccanismi e affrontare l’eventuale ansia anticipatoria può essere particolarmente importante per interrompere il circolo tra paura, controllo delle sensazioni corporee ed evitamento.
10. Si può stare meglio dopo un disturbo di panico?
Sì, il disturbo di panico può essere trattato e molte persone possono ottenere una significativa riduzione dei sintomi e recuperare attività che l’ansia aveva progressivamente limitato.
Chiedere aiuto quando gli episodi diventano ricorrenti, generano una forte paura anticipatoria o iniziano a condizionare la vita quotidiana permette di comprendere meglio ciò che sta accadendo e valutare il percorso più appropriato.
FAQ sugli attacchi di panico
Come capire se si tratta di un attacco di panico?
Un attacco di panico può comparire improvvisamente con paura intensa e sintomi come palpitazioni, difficoltà respiratoria, tremori, vertigini, senso di oppressione o paura di perdere il controllo. Poiché alcuni di questi sintomi possono avere anche altre cause, soprattutto quando compaiono per la prima volta o sono insoliti è importante valutarli con un professionista.
Avere un attacco di panico significa avere un disturbo di panico?
No. Un singolo episodio non è sufficiente per stabilire la presenza di un disturbo di panico. È necessario considerare anche la ricorrenza degli attacchi, la paura persistente che possano ripetersi, gli eventuali comportamenti di evitamento e il loro impatto sulla vita quotidiana.
Cosa fare quando arriva un attacco di panico?
Può essere utile ricordare che l’intensità dell’attacco tende a diminuire, rallentare il respiro senza forzarlo e riportare gradualmente l’attenzione sull’ambiente circostante. Se i sintomi sono nuovi, particolarmente intensi o fanno sorgere dubbi sulla propria salute, è opportuno richiedere una valutazione sanitaria.
Perché dopo un attacco si ha paura che possa succedere di nuovo?
L’esperienza può essere così intensa da portare la persona a controllare continuamente il proprio corpo e a temere un nuovo episodio. Questa ansia anticipatoria, spesso definita “paura della paura”, può favorire evitamenti e contribuire a mantenere il circolo del panico.
La psicoterapia può aiutare con gli attacchi di panico?
Sì. Un percorso psicologico può aiutare a comprendere i meccanismi che favoriscono e mantengono gli attacchi, lavorare sulla paura delle sensazioni corporee, ridurre i comportamenti di evitamento e sviluppare modalità più funzionali per affrontare l’ansia.
Quando è consigliabile chiedere aiuto per gli attacchi di panico?
È utile chiedere un confronto quando gli episodi si ripetono, la paura di un nuovo attacco diventa frequente oppure si iniziano a evitare luoghi, attività o situazioni per timore di stare male. Non è necessario aspettare che il problema comprometta fortemente la vita quotidiana prima di rivolgersi a un professionista.
Bibliografia
Libri
- Gabbard, G. O. (2014). Psichiatria psicodinamica (4ª ed.). Milano: Raffaello Cortina Editore.
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- Bourne, E. J. (2011). The Anxiety and Phobia Workbook (5th ed.). Oakland, CA: New Harbinger Publications.
- Barlow, D. H. (2002). Anxiety and Its Disorders: The Nature and Treatment of Anxiety and Panic (2nd ed.). New York: Guilford Press.
- Seligman, M. E. P. (2004). Psicoterapia cognitiva. Torino: Bollati Boringhieri.
Articoli scientifici
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Risorse aggiuntive
- APA (American Psychiatric Association). Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (5th ed.). Arlington, VA: American Psychiatric Publishing.
- National Institute of Mental Health (NIMH). Panic Disorder: When Fear Overwhelms.
Dott.ssa Marta Ferrari
Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose.
Le vostre testimonianze
A distanza di quasi un anno dalla fine del mio percorso, guidato dalla Dott.ssa Ferrari, non posso che ringraziarmi per aver deciso di affrontare le mie difficoltà e aver caricato il mio bagaglio di conoscenze su me stessa per affrontarle usando: nuovi punti di vista, strumenti, risorse che prima non avevo. Son grata per aver incontrato la Dott.ssa Ferrari, con la quale mi son sentita da subito a mio agio, è stata un porto sicuro, una bussola, mi ha aiutata a dipanare i pensieri, ad arrivare ai noccioli che muovevano i miei meccanismi di difesa e che mi inducevano a ripetere sempre gli stessi circuiti per non sentire le mie emozioni. Il beneficio impagabile di questo percorso è stato, per me, il raggiungimento dell'indipendenza. È come se avessi introiettato la Dott.ssa Ferrari: quando mi trovo in difficoltà mi faccio, in modo automatico, le domande che mi faceva lei e sono molte più le volte in cui riesco a mettere in atto soluzioni alternative per rispondere alle mie emozioni. E tutte le volte in cui, invece, per mille motivi, tendo a rispondere attraverso i miei vecchi meccanismi di difesa, non mi scoraggio, lo accetto e cerco di rimanere consapevole. Al termine del percorso sono stata curiosa di vedere come me la sarei cavata da sola e, allo stesso tempo rincuorata dal sapere che la porta della Dott.ssa Ferrari sarebbe stata sempre aperta. Sicuramente la varcherò ancora se mi troverò ad averne bisogno....[Leggi tutto]
Eccoci qua, ho temporeggiato un po’, ma credo che spendere due parole per la dott.ssa Marta Ferrari sia doveroso oltre che un piacere. Ho deciso di farmi aiutare in un momento piuttosto caotico della mia vita, dove c’era bisogno di far ordine e di essere soprattutto molto più gentili verso se stessi. La dott.ssa e’ stata accogliente e comprensiva suggerendomi le metodologie più adatte per stare meglio, mi ha accompagnato in un percorso fatto di molti ostacoli e dubbi lasciandomi la possibilità di scegliere quando e quanto chiedere aiuto. Alle volte ho pensato di parlar con un’amica da quanto mi mettesse a mio agio. Senza ombra di dubbio dedicarmi questo percorso è stato uno dei migliori regali potessi farmi e che consiglio a chi ha bisogno di ritrovarsi e volersi bene....[Leggi tutto]
Da qualche anno ho intrapreso un percorso di terapia con la Dott.ssa Ferrari. Inizialmente doveva essere un supporto al parallelo percorso nutrizionale, ma in realtà si è rivelato essere molto di più! La Dott.ssa Ferrari è estremamente empatica e mi ha sempre messa a mio agio. Il suo approccio è accogliente, concreto e soprattutto rispettoso dei tempi del paziente. Senza dubbio è stato il regalo più grande che mi sia mai fatta!...[Leggi tutto]
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